Sospeso in una bolla
È sorprendente come tu riesca a sorprendere le mie aspettative, come se sapessi già cosa mi aspetto di sentire da te, e sapessi già che quello che mi scriverai altro non è che il rovescio della medaglia, l’altra parte di me con cui ogni giorno devo fare i conti.
Ma questa volta non cedo alle lusinghe del tuo gioco sottile, della tua analisi accurata e saggia, perchè tu sai di me molto più di me stesso, o almeno ti è molto più chiaro.
E sai anche che non accetterò questa provocazione, non accetterò di “cedere”, lasciandomi in apparente balia delle onde, inerme, quasi senza volontà. Apparente.
Sai che qui, in questa mia bolla di tempo e spazio, io ci sto bene, ci sguazzo a mio piacimento, mi ci rotolo come un bambino nella sabbia di un mare d’agosto.
Ma forse non sai (o forse lo sai troppo bene) che la mia scelta inconsapevolmente cosciente, di stare qui, a metà tra la terra e il cielo, altro non è che l’attesa di eventi ineluttabili. Perchè io, che faccio capolino spesso e a piacimento, in questo mondo di uomini grigi che mi circonda, sono solo lo strumento nelle mani della mia volontà, ormai annegata nel mare che vedo sotto di me, quello stesso mare in cui sono annegato io stesso, in un’altra vita.
Tu sai che resterò qui sospeso, perchè la mano che mi stringe, come sabbia tra le dita, ha già disegnato un sentiero che non conosco, ma che so bene dove mi porterà.
Io il viaggio l’ho già intrapreso, e da molto tempo: fa tutto parte del gioco, se di gioco si può parlare. E non ci sarà tregua finchè non resterà una sola volontà.

